sabato 14 novembre 2009

La Luna


Questa Lama dai colori oscuri da' subito, a colpo d'occhio,
l'idea delle cose " nascoste ", poco definite.
Ed è in effetti proprio così.
La Luna è l'astro della notte, restituisce luce, ma è
una luce diafana che non lascia vedere le cose per come sono.
Nelle interpretazioni tradizionali ,quando appare in una lettura
La Luna, il consultante viene messo in guardia dagli inganni,
da qualcuno che trama alle spalle o gli nasconde deliberatamente
qualcosa per suo danno.
Francamente e in tutta umilta', mi dissocio in buona parte da questo
pensiero. Ho verificato che è spesso un invito,
quello di " superare la soglia della paura ".
Notando anche la sua ordinata collocazione al n. 18, subito
dopo Le Stelle e subito prima de Il Sole, questa splendida carta
pare portare in se' il concetto che " l'ora piu' buia è
quella che precede il mattino ".
E' il momento del coraggio, quello che sorge e puo' sorgere
solo dentro noi stessi e sorge proprio quando decidiamo
di affrontare il buio della nostra paura piu' nascosta e da soli.
Nei consulti per la salute tuttavia è abbastanza pesante poiche'
denota sempre qualche disturbo fastidioso, dai reumatismi all'ansia
e spesso all'insonnia

martedì 10 novembre 2009

Meditazione con i Tarocchi


In effetti dall'osservazione quotidiana sui Tarocchi,
negli anni ho dedotto che il difficile non è interpretare i simboli,
bensì saperli collocare di volta in volta nel modo giusto e armonioso
in quella particolare lettura o consulto.
Meraviglioso specchio delle vibrazioni psichiche funzionano al meglio
se noi stessi ci predisponiamo a un totale ascolto.
In realta' non è importante la risposta in quanto tale, ma è importante
la domanda! E vi assicuro che trovare la domanda non è cosa da poco.
Perche' percorrendo il cammino in se stessi, trovare la domanda significa anche
essere vicini alla risposta.
L'errore piu' comune a chi " legge " i tarocchi è cercare la precisione
della risposta, ovvero cercare di interpretare in funzione di quanto chiede il consultante...
Ma le " Lame " ( in questo sono magiche ) non rispondono a cio' che chiede
la RAGIONE...piuttosto riverberano l'anima e l'inconscio di chi le consulta,
e danno pertanto risposte che sollecitano altre domande sempre piu'
profonde e pertinenti a cio' che davvero abbiamo bisogno di sapere,
come esseri umani.
Meditare con i Tarocchi è appunto " trovare le nostre domande " e predisporsi
all'ascolto dell'Universo che puntuale ai Suoi tempi, dara' le risposte.

giovedì 5 novembre 2009

La Medaglia e Il Rovescio


Ogni Arcano ha un senso. In realta' dato che ci parlano dell'uomo
come entita' viva, non potevano prescindere dal principio del " libero arbitrio",
nè tantomeno ignorare la dualita' presente nella vita per come gli esseri umani
la percepiscono. E così ogni " arcano " puo' essere interpretato come Tutto e il Suo Contrario. Io amo leggerle tutte nel senso dritto, lasciando all'intuito il compito
di distinguere le " tendenze " date dalla carta, ma è doveroso ricordare che
andrebbero mischiate in modo tale da consentirne il rovesciamento e questo perche'
ci danno loro stesse " il verso " della porzione di vita per cui le interroghiamo.
Bene sarebbe non enfatizzare mai, ma riflettere attentamente anche sul " verso "...
Spesso le carte capovolte mostrano proprio quello che non volevamo vedere:
il rovescio di quella medaglia interiore che tanto ci pare boccone amaro.

mercoledì 4 novembre 2009

L'Appeso


Figura di sicuro impatto visivo ed emotivo. Carta difficile
poiche' esprime sempre, sia a scopo divinatorio che meditativo,
una sofferenza.Nel senso piu' profondo è la situazione di " stallo"
dell'anima, dove le bugie che ci siamo raccontati e cio' che abbiamo creduto
opportuno prendere per buono perche' era utile, vengono tirate fuori
e gettate via.Momento catartico e di rigenerazione certamente, ma faticoso
e difficile da affrontare ( un po' come sempre lo è la presa di coscienza ).
Nelle letture sul tema Amore è splendido notare come sempre indichi
" l'amore non corrisposto ". Ma il messaggio che lascia va oltre poiche'
il senso vero è " questo amore non fa per te " e sempre consiglia, l'Appeso
di cercare prima la propria dimensione, poi il resto arrivera' da se'.
Capovolgere il punto di vista...lasciarsi appendere presuppone un grande
contenuto potenziale, almeno in senso positivo.
L'Appeso ci dice che è alle porte l'inverno freddo che trasmutera'
il seme in germoglio alla nuova primavera.

domenica 25 gennaio 2009

Arcano I : Il Bagatto


Il percorso dei Tarocchi si apre con quello che oso riconoscere come
" il principio " dell'uomo, la sua essenza,
cio' che lo differenzia dalla Natura tutta e lo rende unico :
la possibilita' di scegliere, o per molti, " il libero arbitrio."
Ogni elemento della Natura segue delle regole fisiche ben definite,
mentre l'uomo ha il potere di decidere e
la facolta' di " inventare " nuove regole, per se' e per tutto cio' che lo circonda. Pensiamo ad esempio all'istinto sessuale: la Natura predispone l'etero-sessualita' per fini procreativi, l'uomo puo' " decidere "
di esulare da questo dictat, con l'omosessualita',
o derogare con la bi-sessualita'.
Il Bagatto ci dice proprio questo,
che l'uomo ha infinite possibilita' di scelta ( quante sono le idee contenute nel suo cappello - simbolo di infinito- )
e potenti armi per mettere in atto la realizzazione dei suoi stessi pensieri ( armi reali, concrete, sul tavolo da lavoro che ha d'innanzi a se' ).
I piedi ben saldati a terra sono un invito a non perdere mai ( o per quanto possibile ) il contatto con la realta' ( vedremo in seguito con l'arcano XII cosa succederebbe altrimenti ).

Per quanto riguarda la meditazione è bene soffermarsi molto sull'immagine del Bagatto, poiche' il suo messaggio è fondamentale per operare sulle carte successive
e infatti ne parleremo a lungo anche in questa sede.

Quando appare nei consulti indica un nuovo inizio di qualcosa che va vissuta in modo attivo. Molto favorevole nelle questioni pratiche e per il lavoro.
Nelle letture per questioni sentimentali vuol dire :" mettiti in gioco "

sabato 17 gennaio 2009

Curiosita ' : La Donna nei Tarocchi


Parecchi studiosi di settore e storici sembrano ormai concordi a far risalire l'origine o quanto meno lo sviluppo del gioco dei Tarocchi tra il Tardo Medioevo e il Rinascimento. E' tuttavia singolare notare come la figura della donna espressa nei simboli delle Lame sia radicalmente opposta alla posizione sociale effettiva che la stessa ricopriva in quei periodi storici.
Pensiamo all'assoggettamento al maschio, riscontrabile anche solo nell'abbigliamento.
Mary Quant rivoluziona il mondo femminile qualche decennio fa inventando la minigonna,
ma osservando le Lame scopriamo una figura di donna emancipata ben oltre la realta' del nostro stesso secolo. Se è pertinente all'epoca medioevale trovare una donna " Imperatrice ", è pur vero che " Una Papessa " ancora non esiste nel 2009.
Nell' Arcano XI, La Forza è ancora una donna a dominare le fauci del leone arrabbiato; La Temperanza, La Giustizia, Le Stelle sono tutte figure femminili, ora angeliche, ora severe, ma che sempre si muovono padrone delle virtu' che rappresentano.
Forse la piu' eloquente di tutte a questo proposito è " Il Mondo ", che ha
il significato di " ultimo fine - realizzazione finale ", raffigurato sempre da una splendida donna svestita che danza sul globo terrestre....

giovedì 15 gennaio 2009

Cenni Simbolici e storici sul XIII Arcano Maggiore


Nei mazzi piu' comuni e conosciuti, il XIII Arcano Maggiore, La Morte o
con chiara connotazione scaramantica " L' Arcano Senza Nome ", viene rappresentato
dal classico scheletro dotato di falce che miete senza guardare eta', sesso, stile di vita, posizione sociale. Questa immagine è chiaramente presa a prestito dal Cristianesimo, quasi sicuramente nel Medioevo. Approfondendo pero' il simbolismo
e il concetto che il XIII Arcano esprime, possiamo rintracciare un ' origine piu' antica e connessa ad altri miti di molto precedenti al culto cattolico.
Pensiamo infatti al mito greco di Kronos, il Dio del tempo, rappresentato anch'esso con la falce e che addirittura si ciba dei propri figli;
O ancora al Dio Egizio Anubi, il Guardiano dei morti, rappresentato come uno sciacallo ( chiaro riferimento al nutrirsi di cio' che trova ) con in mano una frusta ( simbolo di poter costringere a se', come la falce ).
Sono reperibili affinita' simboliche anche con l'alchimia, in particolare le rappresentazioni piu' note dell' Opera al nero ( nigredo ) e della conseguente
" putrefatio " .
Figura archetipica di notevole rilievo e di sicuro impatto visivo e morale.
Quando compare in una lettura a scopo divinatorio annuncia sempre un trapasso, spesso non esente da sofferenza e soprattutto definitivo.
Nel senso che cio' che c'è stato prima non si ripetera' piu'.
A scopo meditativo credo che sia un passaggio fondamentale dell'uomo,
un invito a prendere coscienza che il mutamento è parte integrante
di se' stesso e della vita. Se compare la Morte è bene leggere il segnale
inconscio dell'esigenza al mutamento dello status quo.
La cosa peggiore che si possa fare è opporsi a tale necessita',
ricordandosi che se il seme non muore nella terra fredda dell'inverno, non ci sara'
una nuova primavera.